L'alternanza tra il dire ed il fare. Vento d'estate, io non vado al mare, voi che fate? Licenza poetica a ri-editare la musica che da ieri ronza per la mia testa. Ed allora analizziamo il punto di oggi. Trovo serenità e rassicurazione nella parte fissa della giornata. Orari, persone, gesti. Capisco di aver perso qualcosa nel momento in cui la naturalezza del mio gesto mi avverte che quel qualcosa non è dove avrebbe dovuto. Errata corrige in realtà, non è dove avrei voluto. Perché se me lo si chiede non ho idea di dove metto ogni volta la mia inseparabile agenda rossa; le mie chiavi. Ho perso più telefoni cellulari che penne nere. Cerchio che si chiude. Ricordo che alle elementari usavo la fastidiosissima repley nera. Ora. Partito preso che sono in grado di sbaffare con qualunque penna esistente, la repley - lo ricordo ancora - provocava una sorta di nube densa di pioggia sopra le prime cinque, sei parole di ogni nuovo periodo. Trovo inutile, pensandoci oggi, che permettesse di cancellare (male) parole che comunque nessun altro avrebbe potuto leggere, tanto erano coperte. Spunto preso dal fatto che mi sono abituato a perdere la mia montblanc. Trovo rassicurazione nell'usare ogni oggetto che possiedo, che mi è stato affidato o, più semplicemente, regalato. Segno evidente del fatto che è stato gradito ma, nello specifico, segno evidente che pensiero c'è sempre. Vallo a spiegare alla Mary che tiene ancora da parte il corredo per quando sarà. Culturalmente diverso dalle mie radici.
Necessito di stimoli, di pat pat che mi rassicurino l'agire ed il pensato. Ho mille difetti ma non sono un insicuro. Spero nemmeno arrogante. Onesto, con la o molto allungata. Suona, più o meno così: onestooooo. Faccina con il sorriso di fondo.
Ho scritto una memoria, un'istanza. Sono teso per il primo giorno di scuola. Ancora una volta. Risparmio l'Antonellone d'annata. Gli esami finiscono nel momento in cui nessuno, oltre te ed i tuoi clienti, giudica e valuta l'operato svolto. Quelli non sono esami. E' vita.
Vorrei, meglio sono, essere ricettivo oltre che osservatore. Spesso scrivo per evitare silenzi imbarazzanti nei quali in realtà penso molto più e molto meglio di quanto riesco poi a riportare.
lunedì 25 giugno 2012
domenica 24 giugno 2012
10 hp
Lo ammetto solo perché non è un mistero.
La telecomunicazione è il mio punto di forza ancor meno della comunicazione. E' la tecnologia di base che non coglie l'essenza. La medesima parola non ha, sempre, il medesimo significato. C'è del proprio in ogni smorfia, ogni espressione. L'idea di fondo è quella di trasmettere emozioni con i colori. Le opere e le omissione le lascio ad altro gioco. Oggi Battisti. Ho voglia di vento. Realizzo solo ora di non essermi mai comprato degli stivali. Non so perché, penso all'ultima volta che ho visto mio fratello Dan. Lui aveva delle improponibili babbucce da "sono regista, sono figo e posso portare delle scarpe assurde"; Io, da par mio, ottime imitazione di church's con giustificazione pronta per il mancato acquisto: odio il rumore del cuoio sul pavimento. Poco importa, anzi nulla direi.
Perso il filo, ritrovata l'ispirazione. Sono in ritardo, come al solito.
sabato 23 giugno 2012
Cordell
Innegabile che ne sento la presenza. L'ispirazione è ciò che muove gran parte del mio agire. Mi piace. Ne sento la forza, l'energia. Ri-trovo significati che la giornata nasconde, trovo la voglia di fare e di disfare. Costruire quale massima aspirazione. Vivere ogni mattone, ogni forma e colore. Godo del sole, pur nutrendo verso di Lui quel sano sentimento di distaccato rispetto. Tutt'al più muoio. Così si chiama il libri di Filippo. Timi, quasi a volerlo sentire amico. Cerco le ragioni del mio essere. Le ritrovo, in gran parte, in un kimono, nelle mie protezioni nere regalate a Carol, quasi a voler dire che nel nostro cammino - per quanto avremo necessità di picchiare - quella con le mani protette dovrà essere lei. Capitolo stanza. Altri sogni. Ricordi. Castel Sant'Angelo la sera della mille miglia. La passione per il cinema, paradiso perduto. Sono ancora adolescente. Dietro al carapace che l'incredulità della fortuna.
mercoledì 20 giugno 2012
sovrastrutture (assenza di)
L'errore sta nel tendere alla sostanza senza aver la minima premura della forma. Ossimoro per chi, come me, è orgoglioso di ognuno dei suoi vezzi. La difficoltà di infischiarsene delle sovrastrutture, ritenendo d'apprezzamento solo la costante ricerca di se e - se proprio si deve - dell'altro.
Nient'affatto cinico. Il punto di vista varia al variar dell'angolo d'osservazione. Sento il rumore dell'accelerazione. Siro ne riconoscerebbe il preludio dal turbinio di foglie che s'iniziano ad alzare.
C'è che un amico nel paese delle meraviglie ha chiamato la torre di controllo. Huston, c'emo un problema. Alla fine della fiera i trecento metri si son trovati un muro in mezzo. C'è che mi gioco la mia chance. M'accetto. Penso di dover lasciare il segno. My way come canta(va) Frank. E sia.
Gioco le mie carte. Penso e dunque parlo. L'essere è altro.
Nient'affatto cinico. Il punto di vista varia al variar dell'angolo d'osservazione. Sento il rumore dell'accelerazione. Siro ne riconoscerebbe il preludio dal turbinio di foglie che s'iniziano ad alzare.
C'è che un amico nel paese delle meraviglie ha chiamato la torre di controllo. Huston, c'emo un problema. Alla fine della fiera i trecento metri si son trovati un muro in mezzo. C'è che mi gioco la mia chance. M'accetto. Penso di dover lasciare il segno. My way come canta(va) Frank. E sia.
Gioco le mie carte. Penso e dunque parlo. L'essere è altro.
lunedì 4 giugno 2012
mercoledì 30 maggio 2012
Foglia, si muove. Allora vento a soffiare
Vada per ciò che esiste in natura. Zenzero a parte. Scorre la sabbia come se fosse tempo. Uso la notte per pensare e per riposare. Più la seconda della prima. Inizio a chiedermi che sensazione si prova a non svegliarsi ad un orario predefinito. Forse per questo l'accumulo, la vita. Entrate che non ho. Ho progetti però. Son ciò che mi permette di star sempre a galla. Nuotando verso di loro anche se l'acqua non è il mio elemento. Avvertire l'esigenza. A volte vorrei essere confuso. Sensazione che mi si descrive affatto piacevole. Vorrei vedere Brera. La pinacoteca ovvio, ma anche l'università. Lo juventus stadium. Il condizionale è d'obbligo. Consigli difficili da seguire. Non si tratta nè di predicare nè di razzolare. L'accento giusto si volgerebbe dall'altro lato. Questo maschile si apostrofa. Chissà per che. Flusso di coscienza, credo. Accento giusto stavolta. Foglia, si muove. Allora vento a soffiare. Il rammarico di non aver mai viaggiato, la quiete nel sapere che mi riposo mille e mille volte di più nel salotto di casa. Strano per me. Fuori dal tempo che tanto mi piace misurare. Convertito all'oro giallo. Non perchè mi piaccia, anzi. E' la realtà fattuale. Voglio lavoro. Checché se ne dica, rende liberi.
mercoledì 23 maggio 2012
C'è che Roma porta con sé - sempre - la domanda di cosa avrebbe potuto essere. C'è che il viaggio in treno svela sempre e comunque il suo innato piacere. Rinnovo la convinzione di trovare piacere e soddisfazione nell'avere una meta. Penso, senza guardarmi indietro, che nulla al mondo, lutto o sorriso, mi convincerà mai a ri-pensare a chi o checchesia. Se non sono un gambero un motivo ci sarà.
Ed allora ben venga il risorgimento in piazza, i preparativi per l'udienza del papa nella quale, giudice unico, si rinvia di mercoledì in mercoledì. Uno studio diverso dal mio. Uno studio che non somiglierà mai al mio. Sono l'abito che indosso. Con le cifre. Unici colori di riferimento cintura e scarpa. Sono unico. Ho i miei dubbi sia un'accezione sempre positiva. Sono uno. Ne convengo. Sfonderò. La barricata, lo scetticismo. Trovo sia questo il mio sangue. La sete, poi, è altro. Pensavo fosse di conoscenza. Sbagliavo. E' di serenità. La felicità lasciamola al futuro. Impaziente. Veloce nei pensieri, nelle emozioni. Faccio sogni giganteschi che si contrappongono alle mie piccole realtà.
dimensione da trovare. sto bene. sto gran bene.
Ed allora ben venga il risorgimento in piazza, i preparativi per l'udienza del papa nella quale, giudice unico, si rinvia di mercoledì in mercoledì. Uno studio diverso dal mio. Uno studio che non somiglierà mai al mio. Sono l'abito che indosso. Con le cifre. Unici colori di riferimento cintura e scarpa. Sono unico. Ho i miei dubbi sia un'accezione sempre positiva. Sono uno. Ne convengo. Sfonderò. La barricata, lo scetticismo. Trovo sia questo il mio sangue. La sete, poi, è altro. Pensavo fosse di conoscenza. Sbagliavo. E' di serenità. La felicità lasciamola al futuro. Impaziente. Veloce nei pensieri, nelle emozioni. Faccio sogni giganteschi che si contrappongono alle mie piccole realtà.
dimensione da trovare. sto bene. sto gran bene.
giovedì 10 maggio 2012
Godo l'amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità
Con in testa i Rem e la loro Bad Day. Profano della lingua inglese, continuo a stupirmi di quanto tra il senso delle parole e la loro percezione passi un'altra realtà. Curioso per natura. Traduco, ok si, cerco su google la traduzione, di Chelsea Dagger. Mi piace ancor di più l'ossimoro tra il senso ed il ritmo.
Preso dall'ultimo invito di un progetto che si presenta nel nome della verità. Trasferta romana alla ricerca di Nemo. Un fratello regista che dopo mesi nei quali l'ho cercato si fa vivo con un "Amico mio, ciao". L'avrei strozzato. Errata corrige, lo farò. Adoro Brera. Si, ok. Oggi si. Sento il sole che scalda. Oggi ci credo. M'immagino la sala riunioni di giovedì. L'abito fa il monaco, le forme fanno la sostanza. Innegabilmente almeno in parte. Son così se vi pare. E'.
Preso dall'ultimo invito di un progetto che si presenta nel nome della verità. Trasferta romana alla ricerca di Nemo. Un fratello regista che dopo mesi nei quali l'ho cercato si fa vivo con un "Amico mio, ciao". L'avrei strozzato. Errata corrige, lo farò. Adoro Brera. Si, ok. Oggi si. Sento il sole che scalda. Oggi ci credo. M'immagino la sala riunioni di giovedì. L'abito fa il monaco, le forme fanno la sostanza. Innegabilmente almeno in parte. Son così se vi pare. E'.
domenica 6 maggio 2012
Il giorno dell'indipendenza
Ringrazio di poter scegliere le persone alle quali dover dire grazie. L'indipendenza, la libertà, inizio a credere stia in ciò. La differenza vera è quella che si prova nel fare la stessa cosa per dovere di oppure per il piacere di. Qui, inizio a credere, c'è il mio limite. Non voglio cazzi di altri se non quelli di coloro ai quali grazie ho scelto di dirlo per il resto della mia vita. Compreso iago, s'intende. Le mie difficoltà sono le stesse di ognun'altro. Cambia il peso specifico che avverto, il numero di sinapsi che passano tra la mia materia grigia. L'accidia è il peccato che più di tutti mi somiglia. Finirò nel suo girone se il contrappasso non viene dato per incostituzionale.
Penso alla morte, al percorso per arrivarci. Penso alla paura di ciò che non si conosce. Penso all'imponderabile. I limiti esistono. E' la nostra capacità a sviare che ne da il metro. Gioco il due e ribusso. Perchè alla fine della fiera, ciò che conta è il momento che sta per venire.
Penso alla morte, al percorso per arrivarci. Penso alla paura di ciò che non si conosce. Penso all'imponderabile. I limiti esistono. E' la nostra capacità a sviare che ne da il metro. Gioco il due e ribusso. Perchè alla fine della fiera, ciò che conta è il momento che sta per venire.
martedì 28 febbraio 2012
Run
Decisamente non nato per farlo.
I sigari dicono tutto il contrario.
Il penale è la nuova frontiera. Mentre lo dico ho sotto gli occhi un testo completo sugli appalti pubblici. Non mi capirò, almeno per ora.
Mi arrabbio. Lentamente torno ad uno stato di quiescenza con me stesso. cosa vorrà dire poi lo sa soltanto Iddio.
Altro capitolo questo. Corso per diventare una buona guida per Sofia. Come se l'amore che provo e le cure che vorrei darle fossero insufficienti. Crescerà. Saremo amici. Lo siamo di già.
Vedo Alex sposarsi e mi chiedo una marea di cose. Poi passa la domenica. Non ho voglia di comunicare. Non ora, non in queste settimane. Poco interessato al fatto che il mondo mi capisca o meno. Ognuno fa ciò che vuole. E' la libertà il vero punto forte.
Iscriviti a:
Post (Atom)