mercoledì 6 febbraio 2013
Ci sono.
Ci sono. C'è il Maggio non questo ma il prossimo. Ci sono le colonne sonore di giornata, oggi i Verdena, i mille pensieri e le molte cose fatte. M'impegno. Giorno per giorno, vivo come se il domani dipendesse da me. Anche, per il vero. Felice. E' questo ciò che conta.
mercoledì 17 ottobre 2012
lunedì 15 ottobre 2012
Giorno Uno
Torno a scrivere nonostante le dita sembrino, quasi, voler avvertire che lo smalto di un tempo è ancor tutto da ritrovare. Troncare le parole come cifra e sigla. Ad ogni atleta il suo riscaldamento. Nubi che scivolano via, le vedo dalla finestra alla mia sinistra. Realizzo i benefit di una scrivania che ho solo in prestito.
Abito in una nuova casa. Come se scriverlo mi aiutasse a dar concretezza all'evento. Felice, ovviamente. Sicuro, come sempre. Ammetto però anche il disorientamento di fondo, la differenza che avverto rispetto ad altri eventi così cruciali. Divago subito. Ho un maglio nuovo. Un bel punto di marrone. L'ho riposto nel mio nuovo armadio. Mi piace. Respiro e sento gran parte della felicità che provo. Chi gode delle energie altrui, prego s'accomodi.
Aspetto con ansia il momento dell'apertura dell'uscio. Io, con le mia borsa, arruffato come al solito. Iago, con la sua foga e delicata voglia di scoprire. Joh, con il suo sorriso ad aspettarci.
Licenza poetica vuole che glissi sulle certezze che hanno portato al cammino. Avessi scritto passo si sarebbe potuto credere che una volta fatto s'era esaurita la magia. Cammino s'addice di più.
Sono felice. Checché se ne dica, me lo merito.
Penso poi al primo invito a cena che avrei voluto fare. Penso al fatto che, mi spiace per gli altri, finché non farò quello, non ne farò altri. Nonostante le mie mille ragioni ed i miei pochi errori, ho voglia di condividere questa felicità con chi della stessa è grande parte.
martedì 14 agosto 2012
Afflitto da un complesso di parità, non mi sento inferiore a nessuno
Realizzo, tra l'altro, che la razionalità è l'approdo nei momenti difficili. In lei trovo conforto sicuro e caldo abbraccio. La sua assenza si trasforma in assoluta incapacità di comprendere anche il minimo fenomeno. Strano il mio essere. Un impeto educato ed ordinato. E più l'impeto è se stesso e più egli è ordinato ed educato. La diretta proporzionalità di chi o cosa vorrebbe essere libero, sentirsi libero. La chiusura a riccio come costante. In bilico, come sempre, l'equilibrio interiore a far tremare tutto il resto. La differenza, stavolta, è palpabile. La velocità di reazione, come se fossi davvero ancora allenato. Ho bisogno di sentirmi dire che passa, che tutto passa. Prometto, rompo il cazzo oggi è poi mai più e più mai. Poco dignitoso, poco da me. Sicuro sta anche qui l'errore.
Ad occhi aperti ho capito, inoltre, che ho solo domande. Che le risposte sono un'eventualità di cui, alla fine della fiera, ben poco m'importa. Sono in guerra. Lo sono, prima di tutto, con me stesso. Lo sono, poi, con il resto del mondo anche se il resto del mondo non ha neppure idea che io esista. A che pro? Sono sempre in un momento sbagliato. Sono sempre alla rincorsa del mio successo. Sono sempre e solo io. Il quattordici di agosto a studio così da non dover aver nulla a che fare con chicchessia. E' un metodo. Come quello di darsi un giorno, solo ventiquattro ora per commiserarsi, per sbattersi, per arrabbiarsi, per piangere e per vergognarmi di tutto quanto sopra.
Ci sono lutti che non ho mai elaborato, altri dei quali non ho fatto neppure in tempo a far freddare il corpo che già ero oltre. Ci sono lutti che non ho capito, altri che ho evitato. Ci sono nascite che ho vissuto, altre che ho solo visto, alcune dalle quali sono evaso ed altre contro le quali ho sbattuto.
Ci sono sentimenti che ho provato, ci sono persone delle quali ho sete.
lunedì 13 agosto 2012
organizzamse, diceva quello che nell'orgia metteva sempre il culo
C'è che l'ignoranza rende liberi. L'assenza di conoscenza delle sensazioni che più qualificano la nostra esistenza la rende, il più delle volte vivibile. L'apirazione a volare, povero Icaro, ancora una volta s'è scottato con quel sole che tanto lo attrae. Lo capisco e non lo biasimo. Nella mia pochezza, faccio lo stesso ogni qual rara volta provo l'irrefrenabile desiderio di avere ali e vento in faccia. My way, alla Frank. Inizio a credere che ci sia qualcosa da rivedere alla base di partenza.
Ciò che sono l'ho capito grazie al mio blog, ai miei quadri, ai miei amici. La voglia di scappare, l'intolleranza di fondo, l'assoluto rigetto di qualsivoglia confronto con il mondo esterno. Ok, si. Ed allora? Subisco il fascino dei quattro giorni di De Gregori, vivo il mio giorno con la costanza di quella foto che per anni ho ammirato e che stanotte, per la prima volta, ho odiato. Non voglio buste della spese in mano mia, su tutto, non voglio carri armati pronti a schiacciarmi. Troppo facile. Non si vive di letteratura, di cinema e di poesie. A volte me ne dimentico. La conoscenza serve solo per capire se stessi, per affascinare gli altri, per sentirsi vivi in due. Da solo tutto questo, mi pare oggi, non servire a nulla.
Il mio ingiustificato ottimismo, questìoggi, è andato a farsi fottere.
M'incazzo per la seconda notta in bianco della mia vita. M'incazzo per il significato che non voglio dargli. Basta essere onesti con se stessi. E' un pò un gioco a chi mette il culo ed io, il mio, non lo voglio proprio regalare. Voglio raccontarmi anch'io un pò di bugie. Voglio pensare che domani sarà diverso, che la mia memoria, almeno finchè ci sarà, non sarà d'elefante.
Paradosso, anche questo. Ricordar ogni parola, aver memorizzato ogni punto e cellula nella consapevolezza che prima o poi ciò svanirà.
Non ho fatto neppure in tempo ad imparare il sirenese; ho fatto in tempo a non credere a ciò che mi veniva detta. Mi son fidato. Merce rara. Stile pesce spada in una tonnara. Ma con classe, sempre e solo con classe. Devo ammetterlo. Niente sbraiti, nessuno spazio alla voglia di distruggere, di sentir quel male che copre tutto il resto. Forse sono davvero cresciuto. Forse no, ho solo meno forza stavolta.
sabato 4 agosto 2012
Anniversario
Ricordo con affetto incondizionato la Cagiva che da San Martino scese giù fino al Poggio.
Ricordo l'assenza del casco, la velocità bassa, forse per il vestitone a fiori che con il senno di poi era della sig.ra Catia. Le campagnole della mulino bianco più grandi che io abbia mai visto.
Al di la delle date convenzionali, l'economia politica si studiava in agosto.
Non è stato il nostro risultato migliore. Non c'ho mai capito nulla di economia e di investimenti.
Tu, forse, più di me.
Con il decennio della crescita direi che il guadagno è stato netto.
Ricchezza, almeno per me.
Ne vedo le tappe.
Sorrido.
Credo che derivi da questo sorriso l'assoluta convinzione che il tempo migliora ricordi e sensazioni. Sempre in agosto ci fu l'atlante di cui si parlava qualche giorno fa.
Le intelligenze non esistono.
Siamo uomini anche se vorremmo essere caporali. Ed allora salta subito alla mente l'unica notte della mia vita nella quale pur se steso sul mio letto non ho dormito.
Ricordo, come se fosse ora, le auto passate in rassegna per tutto il parcheggio a cercar quella di un familiare, anche non convivente.
Non c'erano.
Avessi occhi così buoni da ricordare, probabilmente, potrei citar targhe e modelli. Col decennio ammetto che anche i sensi di colpa aiutano.
Poi riparto e la mente va al giorno delle ciambelle, alle dormite sul letto di cui sopra. Arriva, di botto, il divanetto di Luigi XIV, i gavettoni in biblioteca e i giorni delle nostre lauree.
Poi penso a dieci anni prossimi, all'ingrombo di fondo per chiunque altro, pur nel crescente rispetto di spazi e tempi. Cresco anche io, miglioro ma non mi muovo.
Poi i principi di fondo, diversi ma comuni.
Poi ammetto di non aver una lira per il tuo regalo, almeno oggi.
A volte nella vita vi è un'accelerazione. Aveva ragione Siro, per una volta.
Buon anniversario Luce.
T'adoro.
Ricordo l'assenza del casco, la velocità bassa, forse per il vestitone a fiori che con il senno di poi era della sig.ra Catia. Le campagnole della mulino bianco più grandi che io abbia mai visto.
Al di la delle date convenzionali, l'economia politica si studiava in agosto.
Non è stato il nostro risultato migliore. Non c'ho mai capito nulla di economia e di investimenti.
Tu, forse, più di me.
Con il decennio della crescita direi che il guadagno è stato netto.
Ricchezza, almeno per me.
Ne vedo le tappe.
Sorrido.
Credo che derivi da questo sorriso l'assoluta convinzione che il tempo migliora ricordi e sensazioni. Sempre in agosto ci fu l'atlante di cui si parlava qualche giorno fa.
Le intelligenze non esistono.
Siamo uomini anche se vorremmo essere caporali. Ed allora salta subito alla mente l'unica notte della mia vita nella quale pur se steso sul mio letto non ho dormito.
Ricordo, come se fosse ora, le auto passate in rassegna per tutto il parcheggio a cercar quella di un familiare, anche non convivente.
Non c'erano.
Avessi occhi così buoni da ricordare, probabilmente, potrei citar targhe e modelli. Col decennio ammetto che anche i sensi di colpa aiutano.
Poi riparto e la mente va al giorno delle ciambelle, alle dormite sul letto di cui sopra. Arriva, di botto, il divanetto di Luigi XIV, i gavettoni in biblioteca e i giorni delle nostre lauree.
Poi penso a dieci anni prossimi, all'ingrombo di fondo per chiunque altro, pur nel crescente rispetto di spazi e tempi. Cresco anche io, miglioro ma non mi muovo.
Poi i principi di fondo, diversi ma comuni.
Poi ammetto di non aver una lira per il tuo regalo, almeno oggi.
A volte nella vita vi è un'accelerazione. Aveva ragione Siro, per una volta.
Buon anniversario Luce.
T'adoro.
venerdì 20 luglio 2012
Uno di quei giorni in cui ricordo che masticare un chewing-gum è inutile per risolvere un'equazione algebrica
"Non c'è gradualità nell'accedere delle cose. Le cose, quando capitano, capitano. E non è nemmeno che puoi accompagnarle, impedire che ruzzolino trascinandoti con loro. Non si possono far andare piano le cose che capitano. Nemmeno capirle, si può. Infatti la frase più ricorrente a questo proposito è: <>. Mica certe frasi vengono per caso. Se vi capita una cosa non potete farci niente, e questo è tutto. Non è vero che la vita cambia un pò alla volta. O cambia o rimane la stessa. "
D. De Silva - Non avevo capito niente
D. De Silva - Non avevo capito niente
mercoledì 27 giugno 2012
Erri.
"È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si riconosce, tra quelli che campano di notte. Le persone si perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile."
Elogio
"Se fra i commensali non c'è un idiota o qualcuno che faccia il buffone per finta, si usa infatti assoldare un mimo o invitare uno scroccone che con le sue sciocche battute rompa il silenzio e la noia che pesano sulla tavola. Che senso avrebbe infatti rimpinzarsi di tanti manicaretti e leccornie senza nutrire insieme anche gli occhi, le orecchie e l'animo di scherzi, lazzi e facezie?"
Grazie Dan.
Grazie Dan.
lunedì 25 giugno 2012
Lunedì
L'alternanza tra il dire ed il fare. Vento d'estate, io non vado al mare, voi che fate? Licenza poetica a ri-editare la musica che da ieri ronza per la mia testa. Ed allora analizziamo il punto di oggi. Trovo serenità e rassicurazione nella parte fissa della giornata. Orari, persone, gesti. Capisco di aver perso qualcosa nel momento in cui la naturalezza del mio gesto mi avverte che quel qualcosa non è dove avrebbe dovuto. Errata corrige in realtà, non è dove avrei voluto. Perché se me lo si chiede non ho idea di dove metto ogni volta la mia inseparabile agenda rossa; le mie chiavi. Ho perso più telefoni cellulari che penne nere. Cerchio che si chiude. Ricordo che alle elementari usavo la fastidiosissima repley nera. Ora. Partito preso che sono in grado di sbaffare con qualunque penna esistente, la repley - lo ricordo ancora - provocava una sorta di nube densa di pioggia sopra le prime cinque, sei parole di ogni nuovo periodo. Trovo inutile, pensandoci oggi, che permettesse di cancellare (male) parole che comunque nessun altro avrebbe potuto leggere, tanto erano coperte. Spunto preso dal fatto che mi sono abituato a perdere la mia montblanc. Trovo rassicurazione nell'usare ogni oggetto che possiedo, che mi è stato affidato o, più semplicemente, regalato. Segno evidente del fatto che è stato gradito ma, nello specifico, segno evidente che pensiero c'è sempre. Vallo a spiegare alla Mary che tiene ancora da parte il corredo per quando sarà. Culturalmente diverso dalle mie radici.
Necessito di stimoli, di pat pat che mi rassicurino l'agire ed il pensato. Ho mille difetti ma non sono un insicuro. Spero nemmeno arrogante. Onesto, con la o molto allungata. Suona, più o meno così: onestooooo. Faccina con il sorriso di fondo.
Ho scritto una memoria, un'istanza. Sono teso per il primo giorno di scuola. Ancora una volta. Risparmio l'Antonellone d'annata. Gli esami finiscono nel momento in cui nessuno, oltre te ed i tuoi clienti, giudica e valuta l'operato svolto. Quelli non sono esami. E' vita.
Vorrei, meglio sono, essere ricettivo oltre che osservatore. Spesso scrivo per evitare silenzi imbarazzanti nei quali in realtà penso molto più e molto meglio di quanto riesco poi a riportare.
Necessito di stimoli, di pat pat che mi rassicurino l'agire ed il pensato. Ho mille difetti ma non sono un insicuro. Spero nemmeno arrogante. Onesto, con la o molto allungata. Suona, più o meno così: onestooooo. Faccina con il sorriso di fondo.
Ho scritto una memoria, un'istanza. Sono teso per il primo giorno di scuola. Ancora una volta. Risparmio l'Antonellone d'annata. Gli esami finiscono nel momento in cui nessuno, oltre te ed i tuoi clienti, giudica e valuta l'operato svolto. Quelli non sono esami. E' vita.
Vorrei, meglio sono, essere ricettivo oltre che osservatore. Spesso scrivo per evitare silenzi imbarazzanti nei quali in realtà penso molto più e molto meglio di quanto riesco poi a riportare.
domenica 24 giugno 2012
10 hp
Lo ammetto solo perché non è un mistero.
La telecomunicazione è il mio punto di forza ancor meno della comunicazione. E' la tecnologia di base che non coglie l'essenza. La medesima parola non ha, sempre, il medesimo significato. C'è del proprio in ogni smorfia, ogni espressione. L'idea di fondo è quella di trasmettere emozioni con i colori. Le opere e le omissione le lascio ad altro gioco. Oggi Battisti. Ho voglia di vento. Realizzo solo ora di non essermi mai comprato degli stivali. Non so perché, penso all'ultima volta che ho visto mio fratello Dan. Lui aveva delle improponibili babbucce da "sono regista, sono figo e posso portare delle scarpe assurde"; Io, da par mio, ottime imitazione di church's con giustificazione pronta per il mancato acquisto: odio il rumore del cuoio sul pavimento. Poco importa, anzi nulla direi.
Perso il filo, ritrovata l'ispirazione. Sono in ritardo, come al solito.
sabato 23 giugno 2012
Cordell
Innegabile che ne sento la presenza. L'ispirazione è ciò che muove gran parte del mio agire. Mi piace. Ne sento la forza, l'energia. Ri-trovo significati che la giornata nasconde, trovo la voglia di fare e di disfare. Costruire quale massima aspirazione. Vivere ogni mattone, ogni forma e colore. Godo del sole, pur nutrendo verso di Lui quel sano sentimento di distaccato rispetto. Tutt'al più muoio. Così si chiama il libri di Filippo. Timi, quasi a volerlo sentire amico. Cerco le ragioni del mio essere. Le ritrovo, in gran parte, in un kimono, nelle mie protezioni nere regalate a Carol, quasi a voler dire che nel nostro cammino - per quanto avremo necessità di picchiare - quella con le mani protette dovrà essere lei. Capitolo stanza. Altri sogni. Ricordi. Castel Sant'Angelo la sera della mille miglia. La passione per il cinema, paradiso perduto. Sono ancora adolescente. Dietro al carapace che l'incredulità della fortuna.
mercoledì 20 giugno 2012
sovrastrutture (assenza di)
L'errore sta nel tendere alla sostanza senza aver la minima premura della forma. Ossimoro per chi, come me, è orgoglioso di ognuno dei suoi vezzi. La difficoltà di infischiarsene delle sovrastrutture, ritenendo d'apprezzamento solo la costante ricerca di se e - se proprio si deve - dell'altro.
Nient'affatto cinico. Il punto di vista varia al variar dell'angolo d'osservazione. Sento il rumore dell'accelerazione. Siro ne riconoscerebbe il preludio dal turbinio di foglie che s'iniziano ad alzare.
C'è che un amico nel paese delle meraviglie ha chiamato la torre di controllo. Huston, c'emo un problema. Alla fine della fiera i trecento metri si son trovati un muro in mezzo. C'è che mi gioco la mia chance. M'accetto. Penso di dover lasciare il segno. My way come canta(va) Frank. E sia.
Gioco le mie carte. Penso e dunque parlo. L'essere è altro.
Nient'affatto cinico. Il punto di vista varia al variar dell'angolo d'osservazione. Sento il rumore dell'accelerazione. Siro ne riconoscerebbe il preludio dal turbinio di foglie che s'iniziano ad alzare.
C'è che un amico nel paese delle meraviglie ha chiamato la torre di controllo. Huston, c'emo un problema. Alla fine della fiera i trecento metri si son trovati un muro in mezzo. C'è che mi gioco la mia chance. M'accetto. Penso di dover lasciare il segno. My way come canta(va) Frank. E sia.
Gioco le mie carte. Penso e dunque parlo. L'essere è altro.
lunedì 4 giugno 2012
mercoledì 30 maggio 2012
Foglia, si muove. Allora vento a soffiare
Vada per ciò che esiste in natura. Zenzero a parte. Scorre la sabbia come se fosse tempo. Uso la notte per pensare e per riposare. Più la seconda della prima. Inizio a chiedermi che sensazione si prova a non svegliarsi ad un orario predefinito. Forse per questo l'accumulo, la vita. Entrate che non ho. Ho progetti però. Son ciò che mi permette di star sempre a galla. Nuotando verso di loro anche se l'acqua non è il mio elemento. Avvertire l'esigenza. A volte vorrei essere confuso. Sensazione che mi si descrive affatto piacevole. Vorrei vedere Brera. La pinacoteca ovvio, ma anche l'università. Lo juventus stadium. Il condizionale è d'obbligo. Consigli difficili da seguire. Non si tratta nè di predicare nè di razzolare. L'accento giusto si volgerebbe dall'altro lato. Questo maschile si apostrofa. Chissà per che. Flusso di coscienza, credo. Accento giusto stavolta. Foglia, si muove. Allora vento a soffiare. Il rammarico di non aver mai viaggiato, la quiete nel sapere che mi riposo mille e mille volte di più nel salotto di casa. Strano per me. Fuori dal tempo che tanto mi piace misurare. Convertito all'oro giallo. Non perchè mi piaccia, anzi. E' la realtà fattuale. Voglio lavoro. Checché se ne dica, rende liberi.
mercoledì 23 maggio 2012
C'è che Roma porta con sé - sempre - la domanda di cosa avrebbe potuto essere. C'è che il viaggio in treno svela sempre e comunque il suo innato piacere. Rinnovo la convinzione di trovare piacere e soddisfazione nell'avere una meta. Penso, senza guardarmi indietro, che nulla al mondo, lutto o sorriso, mi convincerà mai a ri-pensare a chi o checchesia. Se non sono un gambero un motivo ci sarà.
Ed allora ben venga il risorgimento in piazza, i preparativi per l'udienza del papa nella quale, giudice unico, si rinvia di mercoledì in mercoledì. Uno studio diverso dal mio. Uno studio che non somiglierà mai al mio. Sono l'abito che indosso. Con le cifre. Unici colori di riferimento cintura e scarpa. Sono unico. Ho i miei dubbi sia un'accezione sempre positiva. Sono uno. Ne convengo. Sfonderò. La barricata, lo scetticismo. Trovo sia questo il mio sangue. La sete, poi, è altro. Pensavo fosse di conoscenza. Sbagliavo. E' di serenità. La felicità lasciamola al futuro. Impaziente. Veloce nei pensieri, nelle emozioni. Faccio sogni giganteschi che si contrappongono alle mie piccole realtà.
dimensione da trovare. sto bene. sto gran bene.
Ed allora ben venga il risorgimento in piazza, i preparativi per l'udienza del papa nella quale, giudice unico, si rinvia di mercoledì in mercoledì. Uno studio diverso dal mio. Uno studio che non somiglierà mai al mio. Sono l'abito che indosso. Con le cifre. Unici colori di riferimento cintura e scarpa. Sono unico. Ho i miei dubbi sia un'accezione sempre positiva. Sono uno. Ne convengo. Sfonderò. La barricata, lo scetticismo. Trovo sia questo il mio sangue. La sete, poi, è altro. Pensavo fosse di conoscenza. Sbagliavo. E' di serenità. La felicità lasciamola al futuro. Impaziente. Veloce nei pensieri, nelle emozioni. Faccio sogni giganteschi che si contrappongono alle mie piccole realtà.
dimensione da trovare. sto bene. sto gran bene.
giovedì 10 maggio 2012
Godo l'amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità
Con in testa i Rem e la loro Bad Day. Profano della lingua inglese, continuo a stupirmi di quanto tra il senso delle parole e la loro percezione passi un'altra realtà. Curioso per natura. Traduco, ok si, cerco su google la traduzione, di Chelsea Dagger. Mi piace ancor di più l'ossimoro tra il senso ed il ritmo.
Preso dall'ultimo invito di un progetto che si presenta nel nome della verità. Trasferta romana alla ricerca di Nemo. Un fratello regista che dopo mesi nei quali l'ho cercato si fa vivo con un "Amico mio, ciao". L'avrei strozzato. Errata corrige, lo farò. Adoro Brera. Si, ok. Oggi si. Sento il sole che scalda. Oggi ci credo. M'immagino la sala riunioni di giovedì. L'abito fa il monaco, le forme fanno la sostanza. Innegabilmente almeno in parte. Son così se vi pare. E'.
Preso dall'ultimo invito di un progetto che si presenta nel nome della verità. Trasferta romana alla ricerca di Nemo. Un fratello regista che dopo mesi nei quali l'ho cercato si fa vivo con un "Amico mio, ciao". L'avrei strozzato. Errata corrige, lo farò. Adoro Brera. Si, ok. Oggi si. Sento il sole che scalda. Oggi ci credo. M'immagino la sala riunioni di giovedì. L'abito fa il monaco, le forme fanno la sostanza. Innegabilmente almeno in parte. Son così se vi pare. E'.
domenica 6 maggio 2012
Il giorno dell'indipendenza
Ringrazio di poter scegliere le persone alle quali dover dire grazie. L'indipendenza, la libertà, inizio a credere stia in ciò. La differenza vera è quella che si prova nel fare la stessa cosa per dovere di oppure per il piacere di. Qui, inizio a credere, c'è il mio limite. Non voglio cazzi di altri se non quelli di coloro ai quali grazie ho scelto di dirlo per il resto della mia vita. Compreso iago, s'intende. Le mie difficoltà sono le stesse di ognun'altro. Cambia il peso specifico che avverto, il numero di sinapsi che passano tra la mia materia grigia. L'accidia è il peccato che più di tutti mi somiglia. Finirò nel suo girone se il contrappasso non viene dato per incostituzionale.
Penso alla morte, al percorso per arrivarci. Penso alla paura di ciò che non si conosce. Penso all'imponderabile. I limiti esistono. E' la nostra capacità a sviare che ne da il metro. Gioco il due e ribusso. Perchè alla fine della fiera, ciò che conta è il momento che sta per venire.
Penso alla morte, al percorso per arrivarci. Penso alla paura di ciò che non si conosce. Penso all'imponderabile. I limiti esistono. E' la nostra capacità a sviare che ne da il metro. Gioco il due e ribusso. Perchè alla fine della fiera, ciò che conta è il momento che sta per venire.
martedì 28 febbraio 2012
Run
Decisamente non nato per farlo.
I sigari dicono tutto il contrario.
Il penale è la nuova frontiera. Mentre lo dico ho sotto gli occhi un testo completo sugli appalti pubblici. Non mi capirò, almeno per ora.
Mi arrabbio. Lentamente torno ad uno stato di quiescenza con me stesso. cosa vorrà dire poi lo sa soltanto Iddio.
Altro capitolo questo. Corso per diventare una buona guida per Sofia. Come se l'amore che provo e le cure che vorrei darle fossero insufficienti. Crescerà. Saremo amici. Lo siamo di già.
Vedo Alex sposarsi e mi chiedo una marea di cose. Poi passa la domenica. Non ho voglia di comunicare. Non ora, non in queste settimane. Poco interessato al fatto che il mondo mi capisca o meno. Ognuno fa ciò che vuole. E' la libertà il vero punto forte.
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