sabato 4 luglio 2009

http://www.youtube.com/watch?v=6XCoRzJrWQE

Ammiro la capacità di conoscere se stessi. Cosa che io ho puntualmente appurato di non possedere.
Tutt'al più posseggo una buona capacità di sintesi, con me stesso che, pur non migliorando la qualità della vita, mi permette di assaporarne alcuni buoni bocconi.
Ho delle malsane idee di fondo che per fortuna non scalfiscono la coerenza che m'è stata scolpita addosso. Il lato negativo è che in queste stesse idee credo. In queste stesse idee a dispetto di quello che vorrei continuerò a credere.
E questo non è buono.

giovedì 2 luglio 2009

Colpa, dolo o preterintenzione?

Forse influenzato dalle ultime settimane di lezione.
Non sono un penalista eppure parole come evento, condotta e nesso di causalità iniziano ad esser familiari pure per me.
La diretta conseguenza dell'azione è quindi individuare il nesso, per dare rilevanza alla condotta. Non è proprio così che accade nella realtà, ma quasi nessuno se ne accorgerà. La forma supera quasi la sostanza.
Contraddittorio però il giudizio controfattuale, che mi vede attratto dalla gravità dei miei piedi. Numero quarantasei, il che equivale a dire duro da smuovere per quanto il vento soffi.
Non che il cammino odierno (e questa non è una metafora) sia poco accetto, tutt'altro. E' che prendo coscienza del voluto e della diversità dal realizzato.
Colposo però no. Forse colpa coscienze, ma l'assunzione del rischio porta direttamente verso il dolo eventuale. Specifico in effetti mi parrebbe troppo.
Alla fine della fiera rimane solo la preterintenzione, che però è contemplata - nel nostro ordinamento - soltanto in un caso. Ergo negli altri non è punibile.
A monte manca comunque l'offensività, quindi nulla questio.

mercoledì 1 luglio 2009

Stati d'animo, oggi.

http://www.youtube.com/watch?v=4_lfqKbOvTk&feature=channel

lunedì 29 giugno 2009

Il pericolo è reale e ben concreto.

Cinque giorni. Cinque giorni soltanto. Poi quello che sarà allora, sarà per gran parte della mia e per tutta la sua di vita.
Cerco in Voi il colpo di genio, indico plebiscito e concorso a premi.
Si vince un pomeriggio al parco.
Cercasi nome per il fido a quattro zampe.

domenica 28 giugno 2009

Dipinsi l'anima su tela anonima

Ho imparato che di colori ne esistono ben più di due. Li ho visti, apprezzati, alcuni perfino conosciuti. Altri ovviamente odiati, prontamente cancellati e poi subito di seguito rimossi. Di alcuni, addirittura, ho pure assaggiato il sapore. Tavolozza un pò confusa per ricordare la sensazione.
Cresciuto nella certezza del bianco e del nero, l'esistenza di tutti quei colori pastello ha poi aperto squarci di disorientamento che ancora oggi - pur dopo averli selezionati e classificati sino alle molecole - esiste e capovolge.
Bianco di base. Colore puro e facile da rovinare. E' proprio lui.
Subito dopo il rosso, quello dell'alta moda.
Poi i colori caldi, dal giallo all'arancione, con punte di scuro di tanto in quando.
Ho imparato la bellezza di questi, il loro benessere e la loro sensazione.
Blu di tanto in tanto. Quello che mi porto dietro da sempre.
Cambio pennello e c'è il nero degli errori. Stavolta ho proprio dato una bella mano. Comprente direi.
Il bianco che fino ad allora era stato lì fa tutto da solo. E' sempre lui, e non gliene frega quasi nulla di me e di dove lo vorrei. Ha come me (o forse io come lui) domande e risposte, paura e orgoglio, sincerità e timori. Se la cava. Richiama i pastelli di cui poc'anzi e in aggiungia porta il verde.
Poi di nuovo come prima.
Stupisce che proprio mentre lo sto per dare perso, quel cazzo di bianco torna prepotente, in me, senza uscire. Rompe in me e per me.
Forse non è così facile riprendere il pennello e riniziare, merito a riconoscenza a chi lo fa, ma eviterei volentieri le botte di nero, che oltre a non dire una sega sulla tela impediscono pure il normale svolgersi delle attività.

sabato 27 giugno 2009

Vaffanculo

velleità [vel-le-i-tà]
s.f. inv.
I - Desiderio inattuabile perché non commisurato alle capacità e alle possibilità di chi lo prova: v. politiche, letterarie; v. di potere, di comando; nonostante l'età avanzata ha ancora delle v.
II - Ciò che è oggetto di tale desiderio: dovresti lasciare perdere certe v.

ERGO NON ESISTONO SOLO QUELLE ARTISTICHE.



mercoledì 24 giugno 2009

Out of side

Mi viene da scrivere che servono energie. Ma non è vero. Quelle ci sono, e le scorte vanno riempendosi. Immaginmo che tutto avvenga stile "siamo fatti così", con la console stile centrale Enel e il direttore dei lavori, che per una volta non viene sanzionato ex art. 6 L. 689/1981, lì a fare il proprio dovere.
Comprensione della differenza tra il crederci e il fidarsi. E' la prima volta che la realizzo. Stai a vedere che inizio a ragionar di fino pure io. Strana comunque la sensazione della scoperta. Scottante come quella del fuoco anni fa, ma almeno stavolta ho salvato le mani.
E' l'archivio che mi frega, che mi sollazza e mi scazza, mi rammenta (ovvio) e mi dirige.
Dicono di me che ho una rara consapevolezza di me, di ciò che mi accade e di cosa accadrà. Dicono anche che nonostante questo ho una certa e più intensa propensione a non interessarmene poi così molto, almeno oggi.
Se sarà si chiamerà Rao.
Forse.

lunedì 22 giugno 2009

Atomi

e molecole.
Le mie dicono che chi lascia la strada vecchia per la nuova, ha imparato una nuova via. Più o meno. Spiegara la speranza di un'emozione non è cosa agevole, così come infondere fiducia o semplicemente spiegarsi a dovere. Tutto un rapido e troppo labile equilibrio. Sul filo di un rasoio che ora mi risuona in testa. Negramaro quasi per caso.

martedì 16 giugno 2009

Cass. SS. UU. 7.5.2003 n. 8827/03

http://www.youtube.com/watch?v=3Oec8RuwVVs

La regola AUREA

La difficoltà dell’evento sta nel riconoscere ciò che si sente.
Sapere che carte si hanno, domandarsi se gli altri le conoscono o se la posta è troppo alta per esser coperta non ha poi tutta questa importanza. Wayne Raney diceva che bisognava liberarsi, non pensare a nulla, se non al verso della strada perché era l’unica cosa che avrebbe potuto influenzare i prossimi metri. Non era uno scemo. Ha fatto una mezza finaccia (e mezza non è un eufemismo) ma il consiglio è buono. Certo, fosse così facile credo che l’avrei già fatto. Dev’esserci ancora qualcosa che mi sfugge.
Sento la differenza di peso e mi domando il perché propenda così tanto verso il ricordo del dolce. Che così dolce poi non è. Fosse crostata di more lo capirei meglio.
Ma sti cazzi.