Forse influenzato dalle ultime settimane di lezione.
Non sono un penalista eppure parole come evento, condotta e nesso di causalità iniziano ad esser familiari pure per me.
La diretta conseguenza dell'azione è quindi individuare il nesso, per dare rilevanza alla condotta. Non è proprio così che accade nella realtà, ma quasi nessuno se ne accorgerà. La forma supera quasi la sostanza.
Contraddittorio però il giudizio controfattuale, che mi vede attratto dalla gravità dei miei piedi. Numero quarantasei, il che equivale a dire duro da smuovere per quanto il vento soffi.
Non che il cammino odierno (e questa non è una metafora) sia poco accetto, tutt'altro. E' che prendo coscienza del voluto e della diversità dal realizzato.
Colposo però no. Forse colpa coscienze, ma l'assunzione del rischio porta direttamente verso il dolo eventuale. Specifico in effetti mi parrebbe troppo.
Alla fine della fiera rimane solo la preterintenzione, che però è contemplata - nel nostro ordinamento - soltanto in un caso. Ergo negli altri non è punibile.
A monte manca comunque l'offensività, quindi nulla questio.
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