mercoledì 10 marzo 2010

Prime righe

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto tra gli uomini che non si voltano,
col mio segreto.

2 commenti:

Fresco ha detto...

Stai scrivendo un libro??

Ric ha detto...

Tra le altre anche il libro è in cantiere. Penso però ad un'uscita postima, tanto per alzar qualche cosa in più. Questa purtroppo non è mia ma di Montale. Dovresti saper che non arrivo ad esser così profondo!