Inquieto, più che irrequieto.
Grosse aspettative nel domani, letteralmente inteso.
Tra le altre, nella denegata delle peggiori ipotesi, colazione in centro con Iago che vuol sentire e conoscere. Mi sa che in lui riverso troppe delle aspettative disattese.
Il problema di oggi, di ieri e di qualche altro giorno indietro è forse questo.
Il mio giorno dell'indipendenza.
Dalle corde degli altri che contandole, al massimo, possono fare il rumore sordo di un basso.
M'è entrato in testa l'errata convinzione che merito quanto m'aspetto.
Sulla natura delle aspettative poi, si dirà nella prossima vita.
Oggi è Sant'Angelo. Non credevo facessero Santo anche un Castel, ma si sa, ai tempi di Leone ogni soldo era ben accetto. Stamattina mi sono alzato con il piede giusto, l'ho percepito subito.
Ho preso l'abitudine di comprare il quotidiano ogni giorno e di leggerlo al mattino seguente.
Su Vanity scrivono che le abitudini rasserenano. Non è vero ma ci credo.
Ieri nell'inserto c'era un'intervista fantastica all'Avvocato. M'ha fatto ridere.
E' che mi incancarisco, per error mio, credendo, ascoltando e sforzandomi di adattarmi a ciò che esce dalle bocche delle corde.
Sono tutto fuorchè fragile ed indifeso.
Non m'arrabbio per cose stupide, nè sono insicuro sul qualsivoglia aspetto della mia vita.
Prendo sul serio il Giuramento, perchè per lo voglio vivere come un passaggio.
L'idea della scrivania, della porta dalla quale entrerà qualcuno la voglio vivere.
Senza montature o aspettative, appunto. Ma la voglio accarezzare perchè m'aiuta a non perder la voglia, la strada.
Anche perchè oggi comparsa. Poi parere, poi ricorso, poi intimazione.
Esiste altro. E forse è questo che mi irrita.
Andy come Woody, il punto piuttosto che un chilomentro, il pranzo o la cena, semplicemente il pomeriggio, il tempo.
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