domenica 26 luglio 2009

Domenica mattina ma che caldo fa...

C'è la presunzione di esser cambiati, radicalmente, almeno in questo. Proprio io che ancora oggi predico l'incapacità dell'uomo di questo mondo a cambiare, ammetto di averlo fatto. Forse mi sono solo ammorbidito, ma su punti che non avrei mai detto possibile.
E così l'oggi, indiscutibile frutto dello ieri e possibile trampolino di lancio per il domani, mi ha regalato un equilibrio che non è mica da sottovalutare.
Niente affatto settoriale, più che altro personale. Legame per me inscindibilmente malsano ma necessario alla buona riuscita di ogni cosa. Certezza di quelle che neanche con la gabbia e il 4,25 si riescono a costruire.
Tornato me stesso nelle reazioni, nella dolcezza che se mai ci fosse e nelle azioni e non certo nelle parole.
Non basta? Difficile poter dare di più. Incondizionato, pressochè immune alle ferite, ma soprattutto, e qui attenzione che si cresce, senza il cipiglio della porta che sbatte.
Passati quei numeri, ora si sta al mondo per quel che il mondo è e da.
L'ho sempre vissuta come una fortuna, forse perchè vorrei tanto che qualcuno tenesse a me con denti così stretti, come arcata del canide.
L'umiltà di riconoscere il limite dell'equilibrio. Di sapere che esiste tolleranza ma di non forzare la mano. Anche qui sta l'interesse. Perchè anche se solo in due, sempre in più di uno siamo.
Ammetto pure che il limite invalicabile potrebbe esserci, che è il punto d'onore, di nodo e snodo. Capisco altresì il non voler soprassedere sul detto punto, ma dichiaro sotto la mia responsabilità che mai in culo l'ho messa, che è semmai legittima difesa e che, a prescindere, dientro che un mondo che a quanto pare, e nonostante gli anni, s'ingnora. Prendo atto pure di questo.
Facile il colpo, la frase e l'invito a sorpresa. Facile, sin troppo con me, rilanciare la palla aspettando.
Forse eccedo pure negli standar alti, e credo sia proprio questo il punto.
Ma così è.

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