lunedì 22 dicembre 2008

Arte della guerra

Mi hanno spiegato che davvero dietro ad ogni cosa c'è una metafora. Tranne che dietro alla verità. In più mi hanno spiegato anche che saper intuire l'esigenza di comunicazione ed assecondarla richiede coraggio. Non è il mio caso. Posso ascoltare, arrivare a capire o intuire facilmente, ma i miei attacchi d'arte si limiteranno sempre al metodo.
Un cinque minuti sulla complessità dell'organizzazione ferroviaria in assoluto, sulla necessità di buoni orologi. Un pomeriggio intero da Stalio e Olio.
L'uno come vestito da Sergio Leone, l'altro as soon as Kobe Briant in vacanza.
Trottole impazzite in cerca di uno stile, con la paura di offendere quelle stramaledette commesse che alla pronuncia di "però chiari per favore!" capivano "nero corvino", costringendoci a prove di recitazione da oscar.
In mezzo un pomeriggio passato a modo nostro, che ricarica e ci ricorda.
Perchè la Mikado non è quella dei bastoncini al cioccolato, e perchè il sottovuoto è infondo plastica. Perchè il cavallo non lo avevamo, ma il cappello era il mio sogno.
Perchè non so se l'ha detto nessuno a Cavalli, ma Miami vice non lo girano più.

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