Gradirei una risposta chiara:
Sento le mie ragioni fondate e le mie pretese comprensibili;
auspico un ascolto oltre le parole e comportamenti commissivi;
sogno un'interpretazione autenitica della Corte.
- Ma allora perchè sto relativismo del cazzo mi da così tanto da pensare?
- E perchè Chiovenda è riuscito a scrivere seicento libri senza mai finire le parole e io alle quinta pagina da due giorni ho l'impressione di aver detto la stessa cosa in cinquataquattro modi diversi?
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