lunedì 22 novembre 2010

Lunedì

La sensazione è quella di aver perso l’ispirazione. Quasi a dir la ragione. Benché ispirazione e ragione son per natura e modi d’esser opposti più che sinonimi. Forse solo fuori tempo, fuori moda. Leggero. In molti momenti lo sono. Come quanto vado al cinema, compri i biglietti per “stanno tutti bene” e mi ritrovo in una poltrona scomodissima a biasimare quel povero diavolo di un De Niro a cui, non va proprio tutto bene. Un po’ come faccio con i miei pareri. Buone parti, direi che l’obiettivo è colto nel maggior numero dei casi. Ma manca qualcosa.
L’ispirazione, per l’appunto.
Ciò che non mi piace è l’espressione di chi vorrebbe influenzarti con le sue risposte, atteggiamenti. Per quanto pesino come macigni, ottengono il risultato opposto. Il bello è che non bisogna far e veder le stesse cose. Nelle differenze, saper parlare, parlarne è gran parte della felicità che posso provare.
Al diavolo. Il rispetto, delle persone, dei tempi. Con osservanza chiudere l’atto. Tanto era dovuto, se solo non puntassi così tanto. L’assenza di paracadute ha caratterizzato gli ultimi anni. Fesso si, ma con intelligenza.
Vada per l’ennesimo lancio, vada per la passione ancora non nata per il golf. Le rinunce di giornata. Faccio questo lavoro per passione, perché è la sola fonte di un minimo reddito che io possa intuir di avere, e perché poco se non null’altro so fare.
Abuso del diritto. Peccato sia già uscito lo scorso anno.

lunedì 18 ottobre 2010

Layla di Eric Clepton

Oggi godo nella luce riflessa di chi sta scavalcando i cinquanta metri, giro di boa. Se davvero la mia gara si fosse trasformata in maratona da cambiar c'è la tattica ed il fiato. Scosso dal groppo in gola della telefonata, ad immagine e somiglianza del valore. E' così che funziona. Con i miei occhi vedo ciò che vorrei, semplicità. I colori a rappresentar la voglia di emergere. Nesquik. Dientro al barattolo un mio quadro. Idee. Basta saperle ascoltare. Fucina, non cucina. Le mie capacità han bisogno di esser continuamente testate. La voglia di dimostrare a tirar il carretto. Son così, se ti pare.

mercoledì 13 ottobre 2010

Musica maestro

Nel metodo ritrovo me stesso; coltivo la mia fantasia e do aria al fuoco della progettazione. Oggi son sulle mie contraddizioni. Ho un carattere pragmatico, riservato e svolgo un “lavoro” d’ufficio. Mi piace la dialettica e forse per questo ho a che fare con Giudici, atti e clienti. Riesco ad esser deciso e ad esserlo con gentilezza. Penso di esser costante, mi sento costante. Direi che quest’ultima è la cosa più importante. Ho perso ciò su cui ho investito. Credevo allora nelle prove del cognome, come nelle promesse. Tutte le promesse, pure quelle a venire. Oggi non mi sento di averle messe in dubbio. La differenza tra le emozioni ed i sentimenti sta nella temporaneità delle prime rispetto alla fermezza dei secondi. Ascolto Simon & Garfunkel al momento, ma acdc e Paolo Conte sono in programma per la serata. Adoro avere sogni ed idee. Amo lavorare per farli diventar progetti. Vivo per realizzare i miei progetti. Oggi manca questo. Seguo la strada che scelsi tempo fa, senza poter arrivare a veder costruito il pensato e lo sperato. Sento l’emozione che sale. Ci penso, ho gli occhi lucidi. Ed allora sia.

martedì 12 ottobre 2010

Martedì

Oggi sento il peso e la leggerezza.
Testa bassa e passi distesi per un cammino che non conosco, le certezze che vendo e le insicurezze che nascondo. Mi piace credere che alla fine della fine ciò che si è equivale ha ciò che si vende agli altri. Io per primo non lo faccio. L'ho fatto poche volte e, benchè mai pentito, ne ho pagate care le conseguenze. Non discuto sui principi perchè ritengo che così come non riesco io ad esser compreso, poco di diverso potrei fare. Mi fido, e qui sta il primo passo falso, di ciò che mi si mostra e si dice. Non ho imparato a voler bene. Maleducato in questo. Lo so fare come m'è naturale, ma mi vedo da fuori e somiglio al ragazzo di campagna di Pozzetto. Niente di male, per carità; certo avrei potuto dare, fare e riceve molto di più. Oggi son felice. Lo sento soprattutto dal vuoto della mancata condivisione. Un pò di giorni fa sono arrivato alla conclusione che la mia grossa parte di me era molto più grossa e importante di quanto l'essere umano sia, generalmente, abituata ad osservare. Son felice e m'importerebbe solo di condividerlo con chi credo, ancora oggi, conditio sine qua non. Ovvio che si va avanti. Nuova strada, altre suole.
Affronto le giornate a modo mio, questo mi piace. Rivendico le mie battaglie, sono libero. E' così che mi sento. Non m'è mai piaciuta la libertà assoluta. Non so fatto per questo. Ed allora godo al dirlo tra le righe, al fatto che in quanto chiamato a testimoniare, non ho la libertà, appunto, di scegliere il regalo.

lunedì 27 settembre 2010

A volte ritornano

Serve concretezza, senza fronzoli. L’aspirazione ad esser scrittore necessita di un tempo che non ho, che non mi son mai dato e che forse non mi spetta. La negazione mi aiuta a ragionar positivo.
Ciò che manca è la gran parte di me che silente non si schioda. Mi piace perché l’ho coltivata e curata. Aspetto con ansia il momento in cui ci sarà qualcuno in grado di capirmi. La solitudine è un modo d’esser che non m’appartiene; il silenzio si. Inondar con aggettivi e riccioli è bello e buono fintantoché è lettura o visione. Nella vita è il contrappasso a farla da padrone. Ed allora ecco il tempo e lo spazio che mi son preso. Sto bene. Diritto e diretto verso ancora non so cosa. Certezze non abitano da me, ma l’orientamento è di quelli buoni.
Ragiono ancora per principi, son sincero ed onesto. Non m’importa d’esser capito o accettato; ho grosso rispetto per tutti e tutto. Ne voglio altrettanto.
Ho chiodi fissi. Le domande e le risposte. La caparbietà e l’assoluta certezza di non sbagliare mai. Coerenza di fondo. Tutto da capire. Servono volontari e crocerossine. Esame. Stanotte t’ho sognato. E siamo ad uno.

martedì 7 settembre 2010

Sogno che vai pensieri che trovi

Esser così legato ai propri sogni, trovare in loro le aspirazioni e le mie speranze non è poi cosa buona e giusta. Il rischio è quello di confonder l’incoscio con la realtà. A saper da dove vengono le scelte giuste, mi chiederei se ciò che nei miei sogni abita fa parte di quello a cui aspiro.
Mi son perso nel concetto che pur non è niente di stupido, al contrario.
Ho in mente che vorrei esser su di una Harley in questo momento. Stivali neri ai piedi, jeans sia indosso che nelle borse, così come le camicie. Non so perché, ma vorrei anche con me un vestito blu, due bottoni come piacciono a me, e una cravatta a righe anch’essa blu. Ricordo nel sogno la strada, non la direzione. Della meta neanche a parlarne. In questo c’è del vero. Oggi insoddisfatto. E’ palmare la sensazione. Deriva da me, la sento. La fretta della mia targhetta deve fare i conti il tempo che dovrebbe però esser dalla mia. Poi sogno lei e mi chiedo se è, o è stata tale. Il vecchietto di cui poche parole fa m’ha insegnato, tra le altre, a non farmi domande inutili. Rimane l’immagine, la sensazione di benessere. Mi dico che è per questo che mi piace così tanto dormire. Son curioso pure di sapere se ho avuto altre vite, chi ero e chi sarò. Eccezione di incompetenza per materia. Accolta.
Ed allora l’idea del mazzo di fiori si scontra con la realtà delle bustine del thè. Curioso caso. M’è capitato di pensare che ciò che non mi sta riuscendo è, alla fine della fiera, scelta inconsapevole del resto. Dov’è la mia Harley. Ne sento il bisogno. Del rumore, del vento, dell’incertezza di riuscire a star su. La fiducia non si (ri)costruisce: si concede.

martedì 31 agosto 2010

Vada per fuori dal tempo, ma fuori dal mondo no.

Strano essere quello umano.
Più mi fermo a rifletter sulla sua natura, più ne trovo di infinite tipologie, nature ed indoli. Mi affascina, è il termine più corretto, l'assoluta impossibilità di ricondurre anche solo alcuni di noi ad uno schema tipico, fisso e generale. Non si tratta solo di libera determinazione. Ed allora oltre che fuori dal tempo, Signore e Signori, eccomi fuori dal mondo.
Si perchè pur capendo il significato ed apprezzando il senso di responsabilità, me ne trovo con uno tutto mio, così come parlando di fiducia riposta e da riporre, per trovo con dogmi che tali non sono. Adoro l'irrazionalità. E' stato un lento percorso ma alla fine da i suoi frutti. Non sono così. Son quadrato e dalle spalle belle larghe. Preoccupato ed ansioso nell'attesa del momento, ma opposto nel verificarsi dell'evento. Forse non è corretto dire che non mi preoccupo del pericolo quando questo è lontano è distante ma è pur vero che l'affronto nell'istante stesso in cui arriva. Ho un senso dell'onore e del rispetto che trova gli ultimi compagni nel secolo scorso. Dove la parola è data, le ferite curate e la fiducia indiscussa. Accetto però le regole nuove, che in quanto tali non necessariamente son sbagliate. Poi dell'affetto manco a parlarne. Parliamo invece delle modalità di tutto ciò. Credo che la solitudine non debba esser confusa con la noia, con le insicurezze e con le emozioni di giornata. Il non aver nessun accanto non credo mi indurisca. Al contrario. Sempre stato così duro ed è forse per questo che non ho nessuno accanto. Pensavo a quello strano arnese australiano, che lo tiri e torna da solo. Quel che di buono facciamo dovrebbe tornare, così come ciò che di meno buono facciamo. Non ci credo. Oggi è oggi. Chi incontriamo oggi ci fotografa, crea pensieri ed aspettative sull'oggi, di certo non su ieri. Da ciò la domanda è cosa do io agli altri, cosa gli altri ricevono da me. Stavolta si che m'interessa la risposta. Parere di civile. Sul consenso informato e la diffusione dei dati sensibili. Oggi la missione era capire il metodo. Andata. Prendo atto. E' così che son fatto. Perdonerete la rima. Non mi sbatto per ciò che non dipende da me. Son troppo giovane per fare a modo mio. arriverà il momento. Per il resto andare avanti, senza fermarsi mai. Il domani è un'opportunità. Mi chiedo se ho delle carte migliori dei miei avversari. Spero di si.

lunedì 16 agosto 2010

Aria

Trovo piacere nel Corso che si sveglia alle 8.30 del mattino. Mi piace godere della luce tenue che cerca spiragli tra i palazzi, del vento che vuole svegliare i presenti, rassicurandoli del fatto che ne vale la pena. Vedo quasi una solidarietà tra chi si incontra. Molto più gentili al mattino, andando o uscendo dal bar per colazione. Trovo piacere nell'esserci; sembra quasi che mi ricordi la mia età. La forza dei mei neanche trentanni, il vigore del passo veloce rispetto a chi trentanni li aveva qualche lustro fa; la capacità di assorbire e bruciare cibi e stanchezza. Trovo vita in questo, nel traffico che mi avvolte e mi porta fin su. Ci sento quell'energia che poi se ne va, frastornata da chiassosi passanti, dalle giornate che riprendono il loro ritmo.
Oggi bene, ne sento l'aria.

lunedì 9 agosto 2010

Uno dei cinque sensi

Cose che noi tutti possiamo vedere, ogni giorno. Sebbene ciò che manchi, in genere, è l'attenzione verso i particolari direi che questo stesso "in genere" è venuto meno. E così ho visto tre ultra cinquantenni, amici prima ancora che colleghi da un sei-sette lustri, aiutarsi, divertirsi e ridere a sistemar legna come non ancora non m'era mai capitato. Ho rivisto Carol e questo è altra questione. Non so perchè ho poi rivisto i miei genitori con gli occhi di quando avevo otto, forse dieci, anni. E son tornati gli odori e le immagini di allora. Molto anni settanta, forse era la pellicola anni settanta. Ho poi visto me ed i miei sogni. L'Harley sul finire ma prim'ancora la mia impazienza nel percorso tutto ancora da fare. Ristrutturazione in corso. Ho visto una domenica di sole. Senza pesci. Forse pure loro lo fanno per me; sanno quanto odio togliergli l'amo di bocca.

martedì 3 agosto 2010

Password

Magistratura. E concorso sia. Aspettando il bando l'aspirazione diventa pagine e parole. Le figure invece rimangono giuridiche soggettive, sintomatiche e di merda. Tenere il punto, testa bassa e avanti finchè c'è nè. Non ho incontrato la persona che dai miei quindicianni m'ha portato oltre gli studi, i bandi, oltre i libri letti e quelli da leggere. L'ho incontrata ai venti, il che è già gran fortuna, ma per l'appunto le variabili crescon di minuto in ora, fin a diventar troppe. L'aspettativa di esser conosciuti sbatto contro il reciproco. Pari a patta, ma al momento non la vedo così. Ed allora si va di casa adottiva, di specchio riflesso e di Iago accanto al tavolo della sala, trasformato per l'occasione in cabina di comando. Preparativi, con musica di sottofondo. Al momento gli universi paralleli dei Red Hot. Realizzato che ho soltanto musica proveniente dal millennio scorso. Non era come me l'immaginavo, come lo vorrei e l'avrei voluto. A detta del buon Kipling se fossi in grado sarei uomo. Piano con le parole che qui si esagera. In specie la questione degli strumenti logori e del contemplare. M'è rimasta la grammatica, questa sconosciuta. Ed allora al via i luoghi comuni: che ti manca è semmai, chi ti manca. Non ci son cose importanti al mondo, semmai persone. Se è la gatta ad andare al lardo, perchè è lo zampino ad esser lasciato il loco. Ora tocca al Liga ed al fatto che a volte si fa promesse oneste ma grosse. Prendo per buono l'affermazione di fondo. Ambizioso più che onesto. E' il meccanismo della fotosintesti e dei suoi frutti che mi perplime. Mercoledì. Vado di Massimario, le tele le lascio al pomeriggio.